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Civiltà Appennino

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Lo sguardo di Civiltà Appennino

di Piero Lacorazza


 

Oggi festeggiamo un anno.

Un anno fa nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS (l’Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile) è iniziata l’esperienza di questa testata, civiltaappennino.it

Una scelta fatta da Fondazione Appennino per costruire un’idea di società e di futuro, per offrire spazi e per ricercare traiettorie culturali e politiche, per osservare l’Italia dai margini senza contrapporla ai centri e per contribuire a realizzare gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

A febbraio 2020 era uscito il primo libro da noi curato e pubblicato dalla Casa Editrice Donzelli (Civiltà Appennino. L’Italia in verticale tra identità e rappresentazioni) e ad ottobre il secondo libro (Le vie dell’acqua. L’Appennino raccontato attraverso i fiumi), annunciato proprio un anno fa in concomitanza della partenza di questo web magazine, parte integrante del progetto editoriale complessivo.

Due libri che hanno raccolto i contributi dei curatori Raffaele Nigro e Giuseppe Lupo (che ringraziamo per la passione con cui collaborano a questo progetto) a cui si sono uniti Laura Bosio, Guido Conti, Donatella Di Pietrantonio, Carlo Grande e Laura Pariani.

L’interesse suscitato e la mobilitazione prodotta dal primo libro, nonostante l’uscita in pieno lockdown, doveva trovare un luogo non tanto per stare sulla notizia ma per fare e commentare notizie, accompagnare e suscitare opinioni, idee e visioni, pensieri ed azioni alla ricerca sempre di un nuovo sguardo per e sulle aree interne.

Possiamo dire, a distanza di un anno, di essere soddisfatti. Lo dicono i numeri. Ma anche i numeri per noi non erano il solo obiettivo. Anzi, a noi interessava essere un importante nodo nella rete di esperienze e realtà che si occupano dei temi delle aree interne e dello sviluppo sostenibile.

La comunità è cresciuta perché alle autrici e agli autori delle saggine sopracitate si sono uniti oltre una quarantina di ulteriori autrici ed autori, che ringrazio di cuore. E, oggi, a rileggere gli articoli pubblicati in questo anno, mi sento di poter dire che questa rivista ha contribuito notevolmente a tenere alto il dibattito e a conferirne qualità immaginando anche nuovi orizzonti e rafforzando quelli già definiti e condivisi.

Ma c’è qualcosa di più che siamo riusciti a realizzare: portare la complessità di temi nel web, attraverso linguaggi e modalità che possano incuriosire e suscitare partecipazione.

Civiltà Appennino è anche un profilo social, che proprio di recente ha superato i circa 10.000 seguaci. Al tempo stesso quindi è un megafono ma anche una una piazza in cui incontrarsi e sentirsi parte di una comunità.

Grazie alle lettrici e ai lettori, continuiamo a camminare insieme in questa esperienza di cittadinanza attiva che più in generale è rappresentata da Fondazione Appennino, continuando ad ispirarci e ad affidarci alle visioni ed ai valori insiti nel concetto di “civiltà” ed alla forza delle nuove macchine, con un sempre rinnovato impegno a mettere il fattore umano al centro di questa esperienza.

Questo anno passato insieme, oltre a confortarci per la scelta compiuta, ha stimolato in noi nuove idee e più ambiziosi progetti. Per questo spegniamo la candelina e ci mettiamo subito al lavoro, mantenendo lo sguardo verso l’orizzonte.

https://www.civiltaappennino.it/2020/10/08/presentazione-magazine-online-civilta-appennino/

Piero Lacorazza
Direttore Fondazione Appennino
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