FESTIVAL DEL LAVORO NELLE AREE INTERNE. La call for paper della IV edizione
Dopo aver interrogato il lavoro come eredità e orizzonte, come relazione tra produzioni e paesaggi, come pratica culturale capace di generare valore nei territori marginali e fragili, la quarta edizione del Festival del Lavoro nelle Aree Interne si concentra su uno dei nodi più critici e trasversali dell’età contemporanea: il suolo, letto e interpretato, sia in riferimento al presente, sia sul piano storiografico. Le aree interne si rivelano oggi come spazi di competizione crescente tra modelli di sviluppo differenti e spesso conflittuali.
Agricolture tradizionali e intensive, insediamenti industriali, infrastrutture energetiche, pratiche estrattive e progetti di riconversione ecologica si contendono risorse materiali e simboliche, ridisegnando i confini del lavoro, del paesaggio e delle comunità locali. In questo scenario, il suolo non è più solo supporto fisico, ma campo di tensioni economiche, sociali, ambientali e culturali.
Il tema di quest’anno Suoli contesi/coesi: agricolture, industrie, energie si pone in continuità con il percorso avviato nelle edizioni precedenti, approfondendo il rapporto tra lavoro e territorio attraverso una lente che unisce una pluralità di punti di vista e di approcci storico-critici alla questione ambientale e alle politiche pubbliche. Il Festival intende così offrire uno spazio di confronto scientifico e civile sulle trasformazioni in atto, interrogando in prospettiva storica le forme di governance, i conflitti e le possibilità di coesistenza tra diversi usi del suolo.
In un tempo segnato da crisi climatiche e da fenomeni di transizione ecologica, ma anche da rinnovati programmi di protezionismo e di colonialismo territoriale, la riflessione sull’uso dei suoli nelle aree interne diventa una chiave per comprendere
come si possano salvaguardare gli spazi più fragili, consentendo alle comunità locali di sperimentare nuovi percorsi di crescita economica e diverse modalità dell’abitare. La ricerca di una migliore dimensione produttiva e insediativa, insieme alla necessità di individuare suoli da salvaguardare o da lasciare alla loro dimensione naturale, mette in gioco anche una nuova idea di equilibrio sociale ed economico, in definitiva una nuova idea di futuro.
La quarta edizione rinnova così la vocazione del Festival a presentarsi come un laboratorio di pensiero critico, capace di leggere il lavoro come pratica territoriale e il territorio come spazio di scelta collettiva, cercando di stabilire un rapporto diretto non solo con la storia, ma anche con la politica e con chi concretamente vive nelle comunità delle aree interne italiane.
In definitiva, il convegno intende riflettere sui suoli non solo come supporto fisico, ma come risorsa limitata e come terreno di confronto tra diverse logiche di produzione che si sono succedute e sovrapposte nel corso dell’età moderna e contemporanea.
Partendo dalle riflessioni promosse in questi anni dall’associazione RESpro, gli interventi al convegno indagheranno le dinamiche di “concorrenza territoriale” e il ruolo delle comunità locali in riferimento ai tre settori fondamentali del processo di modernizzazione: l’agricoltura, l’industria e la produzione energetica.
In tal senso si individuano di seguito tre sessioni alle quali possono fare esplicito riferimento le proposte di relazione al convegno:
- L’espansione industriale e l’erosione agraria.
Questa sessione accoglie le relazioni destinate a esaminare la transizione dei terreni fertili verso siti destinati a un uso intensivo di tipo agricolo, manifatturiero, commerciale o logistico, evidenziando come la dismissione dei sistemi produttivi, la deindustrializzazione o l’evoluzione delle reti di vendita della grande distribuzione abbiano poi lasciato in eredità paesaggi totalmente abbandonati o compromessi, che oggi richiedono complesse operazioni di riconversione funzionale e di rigenerazione ambientale e socio-economica.
Pratiche agricole tradizionali, attente alla salvaguardia degli equilibri ambientali e garantite da istituzioni come le comunanze agrarie, o esperienze imprenditoriali di carattere proto-industriale e industriale in grado di innescare nel lungo periodo processi di coesione sociale e territoriale possono costituire una chiave di lettura privilegiata per affrontare uno dei nodi centrali sui quali si sollecita una riflessione: il passaggio da una visione dei suoli come spazio per il sostentamento economico e per la crescita civile e culturale delle comunità locali ad una visione degli stessi piegata alle logiche della mercificazione della natura e della profonda rimodulazione dei rapporti sociali in funzione del profitto di pochi e del consumo di massa.
- La “fame” di energia.
Il focus della sessione verte sui paesaggi dell’energia, dalle paleotecniche infrastrutture idrauliche e “a vento” agli impianti per l’approvvigionamento di combustibile fossile, dalle moderne installazioni fotovoltaiche ed eoliche fino alle Hydrogen Valleys e ai più recenti progetti a tecnologia avanzata per lo sviluppo del cosiddetto “nucleare sostenibile”. Si intende approfondire in prospettiva storica la questione dei suoli e delle relative pertinenze liquide o eoliche a partire dall’attuale paradosso della transizione ecologica, in cui la produzione di “energia pulita” entra spesso in conflitto diretto con la tutela del patrimonio culturale e ambientale e con la conservazione del suolo agricolo e del valore identitario dei paesaggi rurali, nel quale si riconoscono le comunità locali.
- Politiche di piano e governance del suolo.
Dai piani di sviluppo polarizzato dell’industria ai cosiddetti “piani verdi”, dai piani comprensoriali di sviluppo turistico alla Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), fino al piano strategico ZES (Zone Economiche Speciali), in questa sessione si intende affrontare il tema delle politiche di piano attuate o anche solo promosse in Italia a partire dalla seconda metà del Novecento, nell’ottica di misurarne l’impatto socio-economico e culturale in relazione ai sistemi di governance del territorio adottati dagli Enti Locali nelle aree interne.
Al centro della riflessione intorno alla questione dei suoli nell’Italia interna e ai tentativi di mediare mere logiche di crescita estrattiva e istanze di autentica rigenerazione pedologica è l’incontro/scontro tra le pratiche di programmazione economica e quelle di pianificazione urbanistica e territoriale, tra le ideologie politiche a cui esse sottendono, i dispositivi normativi che ne regolano formalmente l’attuazione e il ruolo degli attori locali nei processi di governo del territorio.
In conclusione, il convegno propone di interpretare il suolo come un “documento storico” vivo, la cui stratificazione rivela le gerarchie di potere economico che hanno modellato l’assetto territoriale italiano. L’obiettivo è fornire una base storiografica per ripensare la tutela del suolo come bene comune, essenziale per la sicurezza alimentare, la resilienza climatica e la sostenibilità culturale.
Le proposte, corredate di titolo e abstract (massimo 400 parole), con indicazione di tutti i contatti ed eventuali affiliazioni a università, enti e associazioni, vanno inviate direttamente all’indirizzo mail dell’associazione RESpro-Rete di storici per i paesaggi della produzione: resproretedistorici@gmail.com.
È necessario indicare se la proposta riguarda una relazione, oppure un poster; il comitato scientifico del convegno valuterà gli abstract inviati comunicando tempestivamente gli esiti della procedura.
Le relazioni saranno presentate nel corso del convegno, mentre i posters saranno oggetto di una mostra espositiva che sarà inaugurata, nei giorni del convegno, alla presenza degli autori dei posters.
Anche la IV edizione del Festival del lavoro nelle aree interne Suoli contesi/coesi: agricolture, industrie, energie prevede la pubblicazione delle ricerche presentate a Soveria Mannelli in volumi a stampa (Rubbettino editore) e in riviste digitali in Open Access quali: OS. Opificio della Storia (http://www.serena.unina.it/index.php/os), rivista dell’associazione RESpro; Civiltà Appennino Magazine (https://www.civiltaappennino.it/festival-del-lavoro-nelle-aree-interne/), rivista della Fondazione Appennino; Il Giornale di Kinetès (https://www.kinetes.com/il-giornale-di-kinetes.html), rivista dell’associazione Kinetès-Arte Cultura Ricerca Impresa.
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La quota di iscrizione al convegno 50,00 €
Oltre all’iscrizione (con materiali e gadget del Festival), essa comprende anche la copia del volume con gli atti a stampa dell’edizione 2026 (uscita prevista per l’anno successivo) e l’iscrizione all’associazione RESpro per l’anno in corso.
Spese di viaggio e soggiorno A carico dei partecipanti
SCADENZE
Termine ultimo per presentare la proposta (abstract) 30 aprile 2026
Comunicazione accettazione proposta (papers and posters) 10 maggio 2026
Termine ultimo per l’invio dei posters 10 giugno 2026
Termine ultimo per il versamento della quota di iscrizione 31 maggio 2026




